Si è svolto sabato 31 gennaio, presso l’Auditorium Petruzzi di Pescara, l’evento formativo ECM “Percorsi diagnostici ematologici”, promosso dall’Ordine dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri (OMCeO) di Pescara, dedicato all’appropriatezza diagnostica e al rafforzamento dell’integrazione tra medicina del territorio e specialistica ospedaliera. L’iniziativa, sotto la responsabilità scientifica del Prof. Mauro Di Ianni, Direttore della UOC di Ematologia della ASL di Pescara e della Dr.ssa Patrizia Accorsi, Consigliera dell’Ordine e già Direttrice del Dipartimento Oncoematologico della ASL di Pescara, ha rappresentato un momento di confronto qualificato tra Medici del territorio e specialisti ematologi, con l’obiettivo di condividere criteri operativi utili a garantire diagnosi tempestive, percorsi di cura coerenti e un uso appropriato delle risorse sanitarie.
Ad aprire i lavori è stata la Presidente dell’Ordine, Dr.ssa Maria Assunta Ceccagnoli, che ha richiamato il ruolo dell’OMCeO di Pescara nella promozione di una formazione continua orientata alla qualità dell’assistenza e alla collaborazione tra professionisti. «L’appropriatezza dei percorsi diagnostici e terapeutici – ha sottolineato – non è solo una questione clinica, ma un elemento centrale di responsabilità professionale e di tutela del cittadino. Iniziative come questa consentono di costruire un linguaggio comune tra territorio e ospedale, riducendo incertezze, disomogeneità e disagi per i pazienti».
Il valore dell’integrazione tra i diversi livelli dell’assistenza è stato al centro dell’intervento del Prof. Di Ianni, che ha evidenziato come la strutturazione di percorsi diagnostici condivisi rappresenti oggi uno snodo fondamentale della pratica clinica. «Questo incontro – ha spiegato – segna e rafforza il rapporto tra Medici ospedalieri e Medici del territorio. Abbiamo voluto chiarire quali sono le principali condizioni per le quali il Medico di Medicina Generale deve inviare il paziente alla visita ematologica, dall’anemia alla neutropenia, dalla gammopatia monoclonale ad altre alterazioni ematologiche, individuando il momento corretto dell’invio allo specialista».
Un aspetto centrale emerso nel corso della giornata ha riguardato il tema dell’appropriatezza prescrittiva. «Un approccio più mirato agli esami – ha aggiunto il Prof. Di Ianni – consente di migliorare la qualità dell’assistenza e di ridurre esami inutili, con benefici sia per il paziente sia per il sistema sanitario. Inviare il paziente allo specialista quando è realmente necessario è uno degli strumenti più efficaci anche per ridurre le liste di attesa negli ambulatori». In questa prospettiva, il confronto tra territorio e ospedale diventa essenziale non solo nella fase diagnostica, ma anche nella gestione successiva del paziente, con un ritorno appropriato al Medico di Medicina Generale per il follow-up nei casi che non richiedono un controllo specialistico continuativo.
Il Prof. Di Ianni ha inoltre richiamato l’esperienza maturata dalla ASL di Pescara nella definizione di percorsi strutturati, come il PDTA aziendale delle discrasie plasmacellulari. «Per le gammopatie monoclonali – ha spiegato – abbiamo definito in modo chiaro quando la gestione è di competenza del Medico di Medicina Generale e quando, invece, è necessario l’invio allo specialista, indicando gli esami da eseguire e i cut-off di riferimento. L’obiettivo è estendere questo modello e lavorare affinché possa diventare un PDTA regionale».
Il programma scientifico ha affrontato i principali snodi dei percorsi diagnostici in ematologia, dallo screening del paziente con anemia alla gestione della neutropenia, dal work-up delle linfoadenomegalie alla diagnosi e al follow-up delle MGUS, fino all’appropriatezza degli accertamenti nelle trombofilie congenite e all’iter diagnostico della piastrinopenia. Il contributo dei relatori, specialisti della UOC di Ematologia della ASL di Pescara, ha consentito di tradurre le evidenze scientifiche in indicazioni concrete per la pratica clinica quotidiana, con particolare attenzione al rapporto con i medici di medicina generale e alla continuità assistenziale.
La giornata si è conclusa con una sintesi dei principali messaggi emersi e con la discussione di casi clinici, a conferma della valenza scientifica dell’iniziativa e del ruolo della formazione ECM come strumento operativo per migliorare i percorsi terapeutici e rafforzare l’alleanza tra territorio e ospedale, nell’interesse del paziente e della sostenibilità del sistema sanitario.
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